In un contesto come quello attuale, in cui milioni di fiori finiscono al macero e l’esportazione di fiori è bloccata, viene a galla in maniera ancora più evidente il problema legato all’arretratezza digitale del settore floricolo. Si tratta di un comparto che nel corso degli ultimi anni non è passato attraverso nessun processo di digitalizzazione.

L’industria floreale all’ingrosso soffre di una grossa lacuna tecnologicanei processi di vendita e distribuzione; l’acquisizione dei clienti è fatta mediante agenti sul territorio, tutte le operations vengono gestite ancora manualmente, la logistica manca di un reale tracciamento dei prodotti.

Proprio con l’obiettivo di innovare il settore e dare l’opportunità ai produttori nazionali di ripartire con più forza nel post-emergenza, Bloovery, la startup che vuole cambiare il modo in cui fiori e piante vengono esportati, venduti e distribuiti in Europa, lancia ora su Mamacrowd una campagna di equity crowdfunding che punta a raccogliere 300.000 euro.
Grazie all’introduzione di una piattaforma che rende semplice ed immediata l’esperienza di acquisto e il controllo delle spedizioni, Bloovery è riuscita ad inserirsi nel contesto dell’industria floreale all’ingrosso con lo scopo di innovare un settore tradizionale come quello dei fiori attraverso le nuove tecnologie, semplificando la user experience dei clienti e connettendo in modo digitale i produttori ed i rivenditori del settore floreale. Un sistema che permette di abbattere gli sprechi di merce, tempo e denaro, ad esempio dimezzando il costo della componente logistica dal 15% al 7% del prezzo dei fiori.

Senza contare l’impatto ambientale: generalmente i fiori vengono inviati da ogni Paese produttore in Olanda per essere messi all’asta e successivamente spediti per le destinazioni degli acquirenti, in alcuni casi tornando indietro nel Paese di produzione. “Con lo sviluppo tecnologico del settore invece puntiamo ad evitare inutili spostamenti di tir per l’Europa, diminuendo così anche le emissioni di CO2”, spiega Simone Guzzetti, CEO e co-founder di Bloovery.

Per migliorare l’intera filiera sono quindi “necessari due passaggi, il primo dei quali è proprio digitalizzare la filiera B2B: i clienti di Bloovery, ad esempio, sono tutti i professionisti del settore floreale (fioristi, garden center, floral designer e wedding planner) che hanno la possibilità di acquistare fiori, piante e accessori tramite un webshop, scegliendo da un catalogo di oltre 15.000 articoli”, sottolinea Guzzetti.
Il secondo punto riguarda il delivery B2C: “se fosse maggiormente sviluppato sarebbe possibile, ad esempio, pensare a delle soluzioni per fornire il pubblico con fiori e piante, senza bisogno di uscire di casa, e la filiera non sarebbe ferma al 100%”.
In questo contesto di crisi e discontinuità l’italia ha quindi “la possibilità di creare un mercato interno che, a fianco delle aste olandesi, possa consentire ai produttori e commercianti d’Italia una ripartenza più veloce e che metta al riparo quanto più possibile le fioriture in corso”, sottolinea Guzzetti.

Oltre a permettere al fiorista di effettuare ordini comodamente online, ricevendoli in negozio in sole 24 ore, Bloovery è la prima piattaforma direttamente collegata alle aste Olandesi dei fiori, e permette per ogni ordine di ricevere una valutazione precisa del miglior prezzo disponibile, permettendo così ai clienti di risparmiare fino al 30%.

 

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