Gestione dei rifiuti: dalla classificazione al deposito temporaneo, come devono comportarsi le aziende

Lo stoccaggio dei rifiuti speciali è un problema di grande rilevanza per le aziende che, in base al D.Lgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale), devono gestirli in maniera organizzata secondo una serie di step ben definiti.  “Come prima cosa i ‘rifiuti speciali’ delle aziende vanno distinti in pericolosi e non pericolosi e devono poi essere classificati con l’assegnazione di un codice chiamato CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti): per attribuirlo correttamente è necessario conoscere in modo approfondito sia il processo produttivo che ha generato il rifiuto sia le specifiche caratteristiche di quest’ultimo”, spiega Gloria Mazzoni, General Manager di Airbank, azienda leader in Italia nel settore dell’antinquinamento e della sicurezza ambientale.

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Una volta classificati i propri rifiuti, l’azienda deve predisporre un deposito temporaneo nel luogo di origine e produzione del rifiuto. Il deposito temporaneo non necessita di autorizzazione a patto che i rifiuti: siano distinti per categorie omogenee (codice CER); siano correttamente imballati e etichettati, in relazione alle sostanze pericolose che contengono; siano smaltiti rispettando dei limiti temporali o quantitativi. Inoltre, in caso di inquinanti organici persistenti (Pop), è necessario rispettare le relative norme tecniche previste per lo stoccaggio e l’imballaggio.

Per garantire uno stoccaggio ottimale e in totale sicurezza dei rifiuti speciali, Airbank ha creato diverse soluzioni per i depositi temporanei, a seconda delle caratteristiche del rifiuto da stoccare. Per lo stoccaggio temporaneo di oli esausti c’è Cuboil, mentre per lo stoccaggio temporaneo di scarti è disponibile l’isola ecologica industriale.

Appositamente studiate per lo stoccaggio temporaneo di lampade fluorescenti e tubi al neon sono invece i contenitori in polietilene, mentre per stoccaggio e trasporto di batterie esauste Airbank ha predisposto i contenitori omologati ADR e per le pile esauste i contenitori in polipropilene di forma semicilindrica. Per i medicinali e farmaci scaduti c’è invece il contenitore in polietilene alta densità con base zavorrabile, dotati di coperchio antintrusione in ABS metacrilato, mentre per i rifiuti ospedalieri sono stati realizzati i contenitori in polipropilene completamente inceneribili, resistenti ed impermeabili.

I contenitori per micro RAEE e per toner esausti sono dotati di coperchio in ABS termoformato e bloccato al contenitore mediante serratura a triangolo completo di sportello antintrusione.

L’azienda – ricorda Airbank – deve registrare, per ogni rifiuto, il carico e lo scarico sul registro entro 10 giorni rispettivamente dalla produzione o dal trasporto finalizzato al recupero/smaltimento.

Infine, ogni anno (30 aprile) l’azienda deve compilare il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) necessario per comunicare al catasto dei rifiuti, i rifiuti prodotti e smaltiti nel corso dell’anno precedente.

Agenzia PressPlay
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