Gnammo lancia il codice etico partecipato per regolamentare il social eating e gli home restaurant

Gnammo, il più grande e attivo portale italiano di social eating, lancia il suo codice etico partecipato per regolamentare l’attività degli utenti sulla piattaforma www.gnammo.com, che potranno contribuire al suo perfezionamentoIl sito, che permette a chiunque di organizzare eventi food in casa propria, da oggi ha un nuovo codice di comportamento per creare un solco tra attività saltuaria – il #SocialEating – e semi imprenditoriale – l’Home Restaurant -. L’obiettivo è quello di lasciare libera la prima attività e normare con razionalità la seconda, al fine di eliminare ogni cono d’ombra.

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Il momento del pasto è sempre stato quello deputato alla scoperta, al confronto e allo scambio di opinioni. Aggiungendo qualche sedia alla propria tavola e condividendo un pasto con nuovi amici si ottiene il superamento delle barriere, inclusione, scoperta. In una parola: socialità.

Tornare a stare assieme e dal vivo è per Gnammo la vision di un’Italia nuovamente felice e pronta a ripartire, facendo leva sui suoi due cardini, l’apertura al prossimo e il buon cibo, sfruttando le potenzialità del web.

Battere un nuovo sentiero, però, porta a scontrarsi con possibili fraintendimenti dovuti alla novità dell’esperienza. Negli ultimi mesi il fenomeno di quello che Gnammo ha scelto di definire Social Eating, è stato oggetto di attenzioni, ma soprattutto, equivoci. La mancanza di una normativa chiara di riferimento (nonostante la risoluzione del MISE n° 50481 del 10/4/2015) e l’esplosione del fenomeno della Sharing Economy a livello globale, di cui Gnammo è il più importante alfiere italiano, hanno creato un corto circuito che ha confuso molti.

Codice etico partecipato
Per questa ragione Gnammo ha scelto di esporre chiaramente la sua posizione, sia verso i proprio utenti che verso le istituzioni. Se da un lato proseguono gli incontri con gli organi politici e le associazioni legate al mondo del food e del turismo, per giungere alla redazione di una normativa che tenga conto delle evoluzioni sociali e tecniche, dall’altro Gnammo ha deciso di gettarne già da ora le basi. E ha deciso di farlo in maniera partecipata e condivisa, come è nella sua essenza.

È da oggi disponibile il Codice Etico di Gnammo, che  stabilisce le modalità di comportamento che gli utenti della piattaforma (gli Gnammers) si impegnano a rispettare nell’organizzazione e gestione degli eventi food casalinghi. Viene pubblicato in una modalità innovativa: chiunque sia registrato o meno a Gnammo può contribuire alla sua crescita e definizione, utilizzando gli strumenti di dialogo presenti sul portale. La ratio seguita è quella che Gnammo ha impostato fin dal primo vagito.

Il Social Eating e l’Home restaurant
Il Social Eating corrisponde ad eventi tra amici, saltuari, riservati a chi ha prenotato ed è stato accettato dal cuoco e senza organizzazione imprenditoriale, il cui scopo è esclusivamente quello della socialità. Questi devono restare di libero svolgimento, in ossequio ai principi costituzionali, pur mantenendosi nell’ambito della regolarità dal punto di vista fiscale, cosa resa possibile dal funzionamento stesso di Gnammo che prevede pagamenti esclusivamente online e dunque tracciati. Con Home Restaurant si definiscono, invece, realtà che organizzano eventi con regolarità, ed adoperandosi affinché anche il rendiconto economico abbia una valenza importante. Per quest’ultima categoria Gnammo crede che sia importante seguire le normative, a protezione del modello stesso e dei consumatori, evitando che si creino nuovamente fraintendimenti che penalizzano l’iniziativa dei singoli cittadini, sia essa imprenditoriale che di puro scopo sociale.

A questo indirizzo è pubblico il Codice Etico di Gnammo, aperto ai commenti e ad i contributi di tutti i cittadini: https://gnammo.com/corporate/codice-etico-di-autoregolamentazione-della-community-open-draft

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Agenzia PressPlay
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