Borgofuturo, da Ripe San Ginesio la ricetta per la ricostruzione post-sisma: innovazione, prevenzione e sinergia

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Chiude Borgofuturo 2017, il festival della sostenibilità a misura di borgo che ha animato dal 7 al 9 luglio Ripe San Ginesio (MC). Al centro dell’evento le proposte di ricostruzione e valorizzazione del territorio post-sisma, emerse dai tavoli di lavoro cui hanno preso parte sindaci e amministratori dei comuni interessati. Innovazione, prevenzione e sinergia sono le parole chiave per una rinascita in tutti i settori.

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Innovazione, prevenzione e soprattutto sinergia: sono questi gli ingredienti necessari per la ricostruzione post-sisma nel Centro Italia, come emerso a Borgofuturo, il festival del borgo sostenibile che si è svolto a Ripe San Ginesio (MC) dal 7 al 9 luglio.

Il festival si è chiuso con migliaia di visitatori che hanno preso parte agli eventi e agli appuntamenti, animando il borgo per l’intero weekend: da Aldo Nove ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella, da Pino Masciari a Bombino, tanti gli artisti e gli autori che hanno portato la loro testimonianza a Borgofuturo per raccontare il tema centrale della quinta edizione, cioè la figura del reduce, colui che riesce a superare una fase critica e si adopera per costruirne una nuova.

A partire dai reduci del terremoto che ha colpito il Centro Italia nell’ultimo anno: proprio loro sono stati protagonisti dei tavoli di lavoro sulla ricostruzione post-sisma, che si sono svolti a Borgofuturo e a cui hanno preso parte attori istituzionali e soggetti che a vario titolo operano nel territorio. Scopo del dibattito è stato tracciare una linea di pensiero condivisa e necessaria, toccando sei diverse tematiche: Ricostruzione, Viabilità, Turismo e accoglienza, Cultura e immaginario, Agricoltura, Artigianato e attività produttive.

Tante le proposte condivise di ricostruzione e valorizzazione del territorio emerse dagli incontri che saranno presentate alla Regione con l’obiettivo di fare rete e proporre soluzioni che combattano lo spopolamento dell’area del cratere e permettano una rinascita su più livelli.

«L’intenzione è stata quella di mettere in contatto diverse realtà e diverse tematiche per dimostrare come soltanto con l’unione e la collaborazione si possano superare le difficoltà», spiega Damiano Giacomelli, direttore artistico del Festival Borgofuturo. «Il sisma in questo senso può davvero rappresentare un’opportunità, un laboratorio che possa diventare un esempio positivo e un punto di partenza non soltanto per la provincia di Macerata ma per tutto il resto d’Italia».

Sottolineata la necessità di un’assicurazione sul terremoto per i comuni, così come del Fascicolo del Fabbricato, strumento per il monitoraggio dello stato di conservazione del patrimonio edilizio, utile a programmare nel tempo interventi di ristrutturazione e manutenzione per migliorare la qualità dei fabbricati ed evitare situazioni di emergenza.

Ma soprattutto, dai tavoli ribadita l’importanza di fare sistema, di allargare lo sguardo a tutta la comunità del cratere, di pensare non soltanto come singoli comuni ma come una rete in grado di collaborare e supportarsi. «In questo senso un grave errore è stato fatto, in seguito al sisma, nel caso delle scuole: è mancata una visione territoriale e quindi la possibilità di accorpare classi e plessi scolastici, cosa che avrebbe permesso di avere più servizi per tutti e risparmio», spiega Paolo Teodori, sindaco di Ripe San Ginesio.

Da Borgofuturo parte inoltre la richiesta di innovare il settore dell’artigianato e delle attività produttive attraverso una più stretta collaborazione con centri di ricerca e con università locali. Per rilanciare il settore turistico delle zone del cratere è emersa invece la necessità di investire sulla riqualificazione delle strutture ricettive, sull’assunzione di nuovo personale per l’accoglienza, sulla promozione territoriale coordinata a livello regionale.

Valorizzare la comunità e il territorio è anche la proposta di Roberto Brioschi, ruralista, promotore di reti solidali e comunità di resilienza sociale ed economica e autore del libro “L’agricoltura è sociale”, presentato nel corso del festival. «Il modello Borgofuturo mette in luce come sia impossibile che ciascun comune vada per conto suo: è necessario ragionare in termini di territorio. Dal punto di vista dell’agricoltura, bisogna rimettere in piedi le produzioni locali, creare comunità di produttori, agevolare le imprese sopravvissute al declino con aiuti per trasformare e vendere i prodotti, riconvertire, anche con il coinvolgimento di cooperative sociali, le terre inutilizzate di privati ed enti religiosi, per dare lavoro a giovani disoccupati, sottoccupati e migranti. Anche i borghi – conclude Brioschi – devono lavorare per dare un contributo con i loro centri storici, ideali per ospitare start up e ridare, proprio come sta facendo Ripe San Ginesio, spazi comuni a uso produttivo e abitativo».

Con il progetto QUI: Borgofuturo, dal 2010 ad oggi Ripe San Ginesio ha infatti portato avanti un processo di riqualificazione sostenibile degli spazi del centro storico del comune che, in collaborazione con la CNA di Macerata, sono in fase di affidamento per essere adibiti ad attività artigianali e prodotti tipici,  con  lo  scopo  di  valorizzare  il  Centro  Storico  e  contribuire  a  rivitalizzare  il tessuto  sociale  ed  economico  del  borgo.

Agenzia PressPlay
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